4 domande a… Marco Civardi, Ufficio Stampa del Valtidone Wine Fest

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intervista di Serena Tozzi
impaginazione di Francesco Gerardi

Valtidone Wine Fest 2019, le nostre 4 domande a Marco Civardi, Ufficio Stampa della festa

–  Come si è evoluta la festa nel corso di questi dieci anni? E perché ha ben 4 location?

La festa è nata 10 anni fa, i comuni che partecipano avevano ognuno una festa di riferimento legata a prodotti della tradizione locale. L’intuizione, avuta anche grazie alle istituzioni, è stata quella di creare un brand che unisse i territori. I quattro comuni erano legati dalla tradizione vitivinicola e così è nata l’idea di creare un momento di celebrazione del vino che è appunto la maggiore produzione agricola della zona.

Da 10 anni a questa parte la festa si è evoluta in termini di numero cantine che ne fanno parte e di sponsor che hanno aderito all’iniziativa, è stato invece sempre mantenuto il format.

Fra le particolarità dell’evento vi è il periodo di svolgimento che è quello della vendemmia: il pregio è che chi visita il Festival può vedere anche le persone a lavoro e la nascita del vino, il difetto è che è un periodo molto impegnativo per le cantine e lo sforzo è maggiore.

La festa è cresciuta negli anni e oggi ogni tappa vende circa 1500 bicchieri!

– I protagonisti dell’evento sono i vini prodotti sui colli della Val Tidone, ci racconti le caratteristiche principali.

I vini sono di collina dove c’è una resa inferiore rispetto alle distese di pianura ma la qualità è superiore rispetto ad altri territori. La produzione della Val Tidone privilegia la qualità e non la quantità.

valtidone wine fest 2019 (8)Altra caratteristica dei nostri vini è quella di essere in prevalenza frizzanti sia i bianchi che i rossi. Questo era un limite specialmente per il rosso e per la sua esportazione. Adesso invece il mercato sta cambiando e questa particolarità è diventata un tratto distintivo apprezzato anche all’estero.

Le cantine che partecipano sono circa una trentina, ognuna ha le sue caratteristiche e il suo mercato: il principale è quello dell’Europa centrale, in crescita ad esempio la vendita nel territorio tedesco che è interessato al vino frizzante anche rosso. Alcune cantine esportano anche in Oriente e negli Stati Uniti.

 

– Quali sono le novità e le conferme dell’edizione 2019?

La conferma principale è sicuramente il format della festa. Quattro date nei comuni che hanno visto nascere l’evento e che abbinano al vino i prodotti locali, in particolar modo ogni comune propone una pietanza caratteristica che si sposi perfettamente con il vino del territorio.

valtidone wine fest 2019 (5)Accanto a questa tradizione ci sono iniziative collaterali che vengono inserite annualmente per dare la novità.

Quest’anno ad esempio ci saranno dei convegni di approfondimento della storia vitivinicola, fra questi voglio ricordare quello di Ziano su Leonardo da Vinci. Un focus sul genio toscano a 500 anni dalla sua scomparsa. La scelta è stata fatta perché Da Vinci coltivava vino tipico piacentino: la ‘Malvasia di candia aromatica’, tipo particolare di malvasia dei colli della Val Tidone.

Ogni anno si cerca di arricchire il programma con una parte culturale e una parte di eventi di puro divertimento come ad esempio la sagra del Buslàn, ciambellone dolce tipico della tradizionale che viene celebrato durante la tappa di Nibbiano e i tanti eventi collaterali alla sagra di San Maurizio a Pianello.

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