recensione vita con lloyd simone tempiaI mie giorni insieme a un maggiordomo immaginario

‘Vita con Lloyd’ non è un libro che si legge d’un fiato, al contrario, è un libro che va dimenticato in borsa, sul divano, in camera, in cucina e letto nei momenti più disparati. Al mattino mentre si prende il caffè, durante la pausa pranzo oppure la sera in un attimo di relax. Perché dico questo? Perché Simone Tempia ha immaginato svariate situazioni e dialoghi che si svolgono durante la giornata insieme al il suo maggiordomo immaginario. I dialoghi si svolgono a colazione, a pranzo, all’ora del tè oppure a cena e non sono necessariamente collegati l’uno con l’altro. Per questa ragione leggerlo come un normale libro lo renderebbe pesante alla lunga, mentre tenerlo fra le mani, aprilo e leggerne uno scorcio durante la giornata, lo rende un libro particolare e anche divertente. È un po’ come il cioccolatino dopo il caffè, che suggella un piacere e lo prolunga quell’attimo in più.

“Vita con Lloyd” è un’idea, un’intuizione: il giornalista Simone Tempia in breve tempo ha conquistato l’approvazione di molti con la sua pagina Facebook dalla quale ha fatto nascere i personaggi, riportati poi, successivamente, nel libro. Cosa mi ha colpito di più? La gentilezza, lo scambio pacato fra i due protagonisti, la volontà di trovare una centratura nelle difficoltà, senza superbia, senza aggressività.

Ma di cosa conversano Lloyd e il sir?

In sostanza di dubbi, di paure, del passato e di quel che sarà, di amore e di amicizia… per farla breve della vita. Ciò che credo accomuni molti a questa lettura sono proprio i temi trattati, tanto semplici quanto complessi e spesso quotidiani. Giusto un paio di esempi: il primo a pagina 138 dove i due in un breve scambio racchiudono l’immensa tematica del passare del tempo e delle sue dirette conseguenze. La risposta del maggiordomo in due righe schiette e dirette, ci ricorda quanto, talvolta, si menta a noi stessi per trovare una scusa a ciò che siamo diventati o che siamo sempre stati.

Il secondo e ultimo esempio a pagina 107  credo sia calzante perché mostra come i dialoghi siano talvolta surreali, almeno nell’incipit. “Lloyd qualcuno ha ucciso lo stupore”. Non ho potuto non riportare la mente a ciò che gli adulti invidiano tanto ai bambini: la capacità di stupirsi davanti alle cose di tutti i giorni. Lo stupore della scoperta, del dettaglio, della bellezza. Da adulti perdiamo forse la capacità di osservare ma anche la volontà di cogliere ciò che ci avrebbe meravigliato da bambini e che ci sorprenderebbe ancora se ci ricordassimo come fare… Anche qui trovo la risposta del maggiordomo divertente e acuta: “Ho già provveduto a chiamare le forze del disordine per fermare qualunque abitudine sospetta”. La forza dell’abitudine: mai cosa fu più pericolosa!

Un dubbio mi rimane… Chissà perché l’autore ha scelto proprio un maggiordomo immaginario invece che un amico immaginario!

L’autore

Simone Tempia: classe 1983, è un giornalista di Vogue Italia. La pagina Facebook che ha ispirato il libro “Vita con Lloyd” è nata nel 2014 e ha rapidamente conquistato il cuore di molti. Oltre a “Vita con Lloyd” (2016), Simone Tempia ha scritto della stessa collana “In viaggio con Lloyd” (2017) e “Un anno con Lloyd” (2018).

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