Tre film che vi consigliamo di vedere: Molly’s Game, Chiamami col tuo nome, Opera senza autore

Molly’ Game – Netflix, 2017, 140’, T, biografico, drammatico

Molly Bloom è una promettente campionessa di free-style, ma a causa di un brutto infortunio è costretta a ritirarsi dal mondo agonistico. Dotata di un’intelligenza e di una forza d’animo fuori dal comune, invece di proseguire gli studi in giurisprudenza si trasferisce a Los Angeles e finisce per lavorare come assistente di un dispotico organizzatore di partite di poker. Ma il suo senso di rivalsa e la forte ambizione portano Molly a mettersi in proprio, sfidando così un mondo dominato da uomini. Il film si ispira a una storia realmente accaduta ed il punto di vista è quello della protagonista che con la sua voce fuori campo coinvolge fin da subito lo spettatore, che tifa per lei dal primo istante. La sceneggiatura è senz’altro il punto di forza del film e non è una sorpresa dato che Aaron Sorkin aveva già dato prova del suo talento in La guerra di Charlie Wilson (2007) e The Social Network (2010). Jessica Chastain, per il suo fascino etereo e d’altri tempi, potrebbe non risultare adatta a questo ruolo, ma al contrario appare del tutto convincente e a suo agio nel ritrarre una donna con un carattere spinoso e pieno di sfaccettature. Buona anche la prova di Idris Elba che interpreta l’avvocato che difende Molly dalle accuse dell’FBI.

Chiamami col tuo nome – Netflix, 2017, 132’, T, drammatico

Il regista Luca Quadagnino è sicuramente un autore che divide il pubblico a metà. Questo film in particolare ha avuto un ottimo successo sia in termini di incassi sia per come è stato accolto dalla critica internazionale. La storia è tratta da un romanzo ambientato nella provincia lombarda, firmato da André Aciman. A curarne la sceneggiatura è il celebre James Ivory, che si è aggiudicato l’Oscar per il suo contributo al film. Elio adolescente intelligente e sensibile, cresciuto in un contesto culturale di rilevanza, incontra Oliver, studente americano che si reca in Italia per lavorare come assistente per il padre di Elio, professore di archeologia di grande spessore. Il rapporto tra i due viene trattato con eleganza, senza calcare la mano sull’inevitabile melodramma di un amore complicato. I due interpreti, Timothée Chalamet (Elio) e Armie Hammer (Oliver), danno vita a due personaggi realistici ma al tempo stesso coinvolgenti. L’ambientazione assume un’importanza rilevante all’interno della storia. Ogni angolo della dimora di campagna, ogni luogo visitato insieme rimarrà testimone di un amore temporaneo ma intenso. Il confronto finale tra Elio e il padre rappresenta uno dei dialoghi meglio scritti degli ultimi anni: solo questo vale la visione del film.

Opera senza autore – Amazon Prime Video, 2018, vm 18, drammatico

Questo è film senza dubbio molto ambizioso sia per il per contenuto che per la forma. La vicenda analizza tre grandi momenti della storia tedesca: il nazismo, la ricostruzione della Germania dell’Est negli anni Cinquanta e la fuga nell’Ovest negli anni Sessanta. Kurt Banert è un bambino quando vede internare l’amata zia (che lo inizia al mondo dell’arte) dalle SS perché ritenuta schizofrenica. Sopravvissuto al bombardamento di Dresda si accosta agli studi artistici nella Germania sovietica, quando incontra la giovane Ellie. Il passaggio alla Germania dell’Ovest produrrà in Kurt una maturazione non solo artistica ma personale, ritornando con la memoria ad un passato tristemente rimosso. Il regista danese Florian Henckel von Donnersmarck si era fatto conoscere dal grande pubblico con La vita degli altri (Oscar per Miglior Film Straniero nel 2007) e in questo suo ultimo lavoro porta avanti il suo interesse nello scandagliare le relazioni umane e i loro andamenti mutevoli a causa del contesto storico in cui agiscono. Lo spietato corso della Storia, con le relative conseguenze che si ripercuotono inesorabilmente sul futuro, è il vero motore del film.

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