Un documentario che vi suggeriamo di vedere su Netflix: Going clear. Scientology e la prigione della fede

Going clear: Scientology e la prigione della fede di Alex Gibney, 2015, Usa, documentario, 119’, Netflix

Il documentario che troverete su Netflix non è recentissimo, ma risulta tuttavia molto interessante sia nel contenuto che nella forma e prende spunto da un libro scritto dal premio Pulitzer Lawrence Wright. L’intento dell’autore, e di conseguenza del regista, è quello di capire il perché persone intelligenti e scettiche siano state attratte da un’idea di fede che li avrebbe poi portati ad agire come mai avrebbero pensato. Il documentario è basato sulle testimonianze di celebri ex scientologists, tra cui cito il regista e sceneggiatore americano Paul Haggis, che sono riusciti ad uscire a fatica dalla così detta “chiesa” dopo un percorso a dir poco travagliato, e propone filmati di repertorio e materiale video originale prodotto dalla stessa Scientology ed utilizzato per il reclutamento di nuovi adepti. Dopo la presentazione dei testimoni diretti di ciò che avviene tutt’oggi nella “religione” di Scientology, ovvero ex membri appartenenti alle più alte sfere di questa realtà, ne viene presentato il fondatore, L. Rob Hubbard, svolgendo un’approfondita digressione sulle sue origini e le varie tappe che lo hanno portato alla creazione di un impero. Nei lontani anni Trenta Hubbard era impegnato come scrittore di romanzi brevi di fantascienza pubblicati su riviste mensili e settimanali. Questo aspetto risulta essere rilevante nella formazione della dottrina di Hubbard, tanto che la componente fantascientifica è il fondamento su cui basa la sua teologia, a tal punto da arrivare a credere che l’universo sia governato da un padrone tirannico chiamato Xenu che per risolvere i problemi del sovrappopolamento della galassia invia esseri umani sul pianeta terra destinati ad un esilio in balia del male e della morte. Ma prima ancora che un adepto possa conoscere questa “realtà” rivelatrice deve compiere un complesso percorso fatto di infiniti livelli (tutti raggiungibili attraverso la partecipazione a corsi molto costosi) che parte con il così detto going clear (diventare pulito): una procedura pseudo scientifica eseguita con uno strumento costruito dallo stesso Hubbard (e-meter) e la presenza di un Auditor (una sorta di operatore/consulente) tramite cui vengono rimossi tutti i grandi traumi del passato (e delle vite passate) con un conseguente aumento delle capacità fisiche e psichiche, come la guarigione da malattie o il superamento di grosse difficoltà. Con l’aumento vertiginoso degli adepti aumentano anche gli incassi e Hubbard fin dall’inizio si mostra determinato a non voler essere soggetto a tassazione: da qui nasce una lunga e complessa guerra tra Scientology e l’Agenzia del fisco americana, dalla quale incredibilmente esce vittoriosa proprio la prima, guadagnandosi con ricatti e astute contromosse l’appellativo di religione, pertanto non soggetta al pagamento delle imposte. Nonostante l’effettiva irrealtà di ciò la religione professa, i testimoni ed ex protagonisti della setta, guardandosi indietro, si descrivono come “catturati emotivamente” da quell’esperienza, oppure ricattati dai segreti confessati durante le sedute per diventare clear. Questo approccio ricattatorio, secondo il documentario, giustificherebbe anche la presenza di nomi di spicco del panorama mondiale, soprattutto di quello dello spettacolo. Nel corso di quest’opera vengono spesso citatati e mostrati i casi di John Travolta e Tom Cruise, quest’ultimo legato da un rapporto morboso con l’attuale leader David Miscavige, subentrato a Hubbard dopo la sua morte nel 1986. Secondo il documentario ogni persona che ha abbandonato la chiesa di Scientology ha subito abusi di vario tipo, e siccome il reclutamento avviene a catena, ovvero coinvolgendo quasi tutti i membri di una famiglia, coloro che decidono di abbandonare questo stile di vita subiscono quella che viene definita la “disconnection” da parte degli altri membri e vengono banditi come persone sovversive. Gli ex membri, come avviene in questi casi, sono tutti pentiti e pieni di rimorsi per ciò che hanno fatto, devo però notare che si riesce difficilmente a capire come gli adepti, soprattutto andando avanti nei vari step che prevede il percorso di formazione di Scientology, non siano riusciti ad aprire gli occhi prima di ritrovarsi in una spirale di irrealtà e fanatismo di tale livello. Forse questo aspettato avrebbe meritato un maggior approfondimento, o forse non si sottolinea abbastanza quello che viene accennato all’inizio, ovvero l’ambizione che ogni nuovo adepto prova nei confronti di ciò che gli viene promesso, ovvero una vita all’insegna di un inesauribile successo, una vita fatta solo di luci.

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